mercoledì 27 dicembre 2023
Come cambierà il regime forfetario dal 2024
sabato 9 dicembre 2023
Titolare effettivo: stop del TAR Lazio
Tutto sospeso per l'obbligo di comunicazione del titolare effettivo dopo l'ordinanza cautelare del TAR Lazio.
La scadenza per la comunicazione al Registro Imprese, che avrebbe dovuto essere l'11 dicembre, viene travolta dall'ordinanza 8083/2023 della Sezione Quarta, che sospende l'adempimento fino al 27 marzo 2024, quando si terrà l'udienza pubblica per la trattazione nel merito del ricorso presentato da alcune fiduciarie.
Motivi del ricorso, tutt'altro che di poco conto, sono l'assenza di una normativa uniforme a livello di Unione Europea e indicazioni difformi da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy e Unioncamere su come individuare il titolare effettivo nel caso dei mandati fiduciari.
Sotto il primo aspetto - esperienza personale di chi scrive - il titolare effettivo di una società italiana controllata da una società francese risulta differente a seconda che si applicassero le regole italiane o quelle francesi (!).
Sotto il secondo aspetto, non è possibile, in caso di mandato fiduciario, specificare se si tratta mandato fiduciario germanistico oppure di mandato fiduciario romanistico. E, al di là dei termini tecnici, anche qui siamo di fronte ad un aspetto fondamentale: nel mandato germanistico il fiduciario deve eseguire alla lettera gli ordini impartiti dal fiduciante; nel mandato romanistico il fiduciario ha tutti i poteri di gestione con il solo vincolo di perseguire lo scopi indicati dal mandante. Peccato solo che nel registro dei titolari effettivi non fosse possibile indicare questa fondamentale differenza nel soggetto che controlla l'impresa.
lunedì 13 novembre 2023
Acconto novembre 2023: le novità
Il DL 145/2023 ha previsto il differimento della scadenza degli acconti di imposta dal 30 novembre 2023 al 16 gennaio 2024 per le persone fisiche titolari di partita IVA con ricavi o compensi nell'anno 2022 fino a 170.000 euro, introducendo anche la possibilità di rateizzare il versamento di gennaio.
Chi NON può differire il versamento
- le società, gli enti commerciali e non commerciali;
- le persone fisiche senza partita IVA, inclusi i soci di società di persone e i collaboratori delle imprese familiari;
- le persone fisiche titolari di partita IVA che nel 2022 hanno dichiarato ricavi o compensi superiori a 170.000 euro.
I tributi oggetto di differimento
I versamenti che restano a novembre
- si possa applicare anche agli acconti di ammontare non superiore a 103 euro,
- possa essere fruito dai soggetti titolari di partita IVA con ricavi a zero
La rateazione
giovedì 9 novembre 2023
La cedolare secca sugli affitti brevi - novità 2024
La Finanziaria 2024 prevede l'aumento della cedolare secca sugli affitti brevi al 26% quando viene locato più di un immobile. Il testo dell'art. 18 del disegno di legge non è però dei più felici in quanto, prevedendo che «L’aliquota di cui al primo periodo è innalzata al 26 per cento in caso di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo d'imposta», non permette di capire se a seguito dell'affitto del secondo immobile scatta l'aumento dell'aliquota anche per il primo.
Base imponibile e aliquote IRPEF
Dovendo valutare la convenienza della cedolare al 26% con l'IRPEF ordinaria, occorre considerare sia la determinazione della base imponibile che le aliquote IRPEF.
La base imponibile è il 95% del canone nel caso dell'IRPEF e il 100% nel caso della cedolare.
Considerando che le aliquote IRPEF 2024 saranno:
- fino a 28 mila euro, il 23%;
- oltre 28 mila e fino a 50 mila euro, il 35%;
- oltre 50 mila euro, il 43%
rapportandole al 95% del canone di locazione avremo una tassazione effettiva IRPEF, in funzione del reddito complessivo del dichiarante, che sarà la seguente:
- fino a 28 mila euro, il 21,85%;
- oltre 28 mila e fino a 50 mila euro, il 33,25%;
- oltre 50 mila euro, il 40,85%
cui vanno aggiunte le addizionali regionale e comunale (che nei casi più cari hanno aliquote, rispettivamente, del 3% e dello 0,8%) e applicate le detrazioni per oneri (che possono assumere cifre rilevanti nel caso di interventi di recupero edilizio).
La prima considerazione è che, se il locatore possiede altri redditi (es. lavoro dipendente o autonomo) per almeno 28 mila euro, la cedolare secca è sempre ampiamente conveniente.
Inoltre, dato che nel caso degli affitti brevi l'opzione si esercita direttamente in dichiarazione dei redditi, non essendo prevista la registrazione del contratto, si può tranquillamente effettuare la scelta a consuntivo sulla base di quanto effettivamente incassato nell'anno prima e sulla capienza degli altri redditi per fruire integralmente delle detrazioni.
Affitti brevi o "4+4"?
L'altro elemento da considerare è se sia più conveniente l'affitto ordinario oppure gli affitti brevi. In questo caso è necessario fare riferimento ai prezzi di mercato della città e della zona dove è situato l'immobile, nonché al numero di giorni di occupazione nel caso di affitti brevi. Nel caso di affitti brevi vanno inoltre considerati i costi di manutenzione dell'immobile, le pulizie, le commissioni di portali o agenzie e le manutenzioni. Tutte spese che, nel regime "4+4" o non ci sono oppure sono a carico dell'inquilino.
Secondo i dati di mercato, però, il confronto tra le entrate nei due casi è spesso impietoso: ad esempio un bilocale di 70 metri quadri in zona semicentrale a Roma permette di ricavare un affitto di poco inferiore ai 20 mila euro annui; lo stesso immobile con un tasso di occupazione dell'80%, nel caso di affitti brevi porta incassi che vanno oltre i 50 mila euro!
sabato 4 novembre 2023
Concordato preventivo fiscale tra luci e ombre
Una delle novità contenute nella legge di bilancio per il 2024 è il concordato preventivo fiscale per le partite IVA.
Nelle intenzioni del legislatore, l'obiettivo è quello di permettere ai contribuenti di definire a priori l'importo sul quale verseranno imposte sul reddito e contributi previdenziali per i due anni successivi, concedendo in cambio l'eliminazione degli accertamenti basati su presunzioni e della determinazione sintetica dl reddito sulla base del tenore di vita, tempi più brevi per la prescrizione dell'accertamento e ampliamento della possibilità di compensare i crediti fiscali.
Per contro, dal punto di vista del contribuente si tratta di una scommessa sul futuro: se i redditi conseguiti sono superiori a quelli stimati dall'AdE, il reddito eccedente è escluso da tassazione mentre, se il reddito effettivo è inferiore al presunto, si versano imposte anche su quanto non guadagnato. A questo si aggiunge che il concordato preventivo fiscale non esonera dagli obblighi contabili e dichiarativi e non si applica all'IVA (essendo un'imposta di competenza UE), per cui non vi è alcuna semplificazione sugli adempimenti. Inoltre, plus e minusvalenze rimangono estranee all'accordo e continuano a rilevare per l'importo effettivo, con le minusvalenze che non azzerano mai l'imponibile, essendo comunque previsto un reddito minimo tassato di 2 mila euro.
Anche sui tempi - se non vengono recepite le modifiche richieste dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti - c'è da ridire: il fisco comunica il reddito presunto il 25 giugno e il contribuente ha tempo solo fino al 30 giugno per accettare o rifiutare la proposta. Cinque giorni per prendere o lasciare, sabato e domenica inclusi.
martedì 26 settembre 2023
INPS artigiani e commercianti nel regime forfetario
Anche discutibile, dato che la contribuzione ridotta è istituita da una legge dello Stato che concede un beneficio fiscale e che non avviene cosa analoga per gli altri casi di versamenti delle quote fisse in misura ridotta (es. pensionati), l’INPS non riconosce i 12 mesi di anzianità ad artigiani e commercianti in regime forfetario che versano unicamente i contributi sul minimale, avendo avuto un reddito non superiore a tale ammontare.
In pratica, per vedersi riconosciuti 12 mesi di anzianità ai fini del requisito per il pensionamento, occorre che l’artigiano o il commerciante forfetario versi - non importa se a titolo di contributi sul minimale AF / CF o sulle eccedenze AP / CP - un importo complessivo uguale o superiore alla cifra specificata per tale anno nella circolare di febbraio, es. per l’anno 2023 euro 4.208,40 per gli artigiani ed euro 4.292,42 per i commercianti.
Ad esempio, un commerciante forfetario che versa per il 2023 quattro rate sul minimale per complessivi 2.822 euro, per maturare 12 mesi di anzianità dovrà versare almeno 1.470 euro di contributi sulle eccedenze, in modo da arrivare all’importo visto sopra. Considerando che l’aliquota dei commercianti di età superiore ai 21 anni e con redditi fino a 52.190 euro p il 24,48%, tale contribuzione corrisponde ad un’eccedenza di reddito di 6.005 euro. Essendo il minimale 2023 di 17.504 euro (e, infatti 17.504 x 24,48% = 4.285 + 7 euro di maternità = 4.292 euro dei minimali), occorre che il reddito di impresa sia pari ad almeno 17.504 + 6.005 = 23.509 euro.
giovedì 10 agosto 2023
Monitoraggio delle fatture elettroniche
Una buona abitudine, quando si emettono fatture elettroniche tramite il portale AdE, è quella verificarne sempre lo stato di recapito, onde evitare sorprese di fatture che "ma io credevo di averla inviata".
Per fare questo esiste la funzione di monitoraggio delle spedizioni, la troviamo nella sezione di consultazione:
e selezioniamo "Fatture trasmesse":
Se siamo delle persone ordinate e abbiamo la buona abitudine di annotare l'identificativo SdI che compare al momento dell'invio della fattura:
possiamo limitare la ricerca a quella specifica fattura, semplicemente inserendo l'identificativo nel campo in alto nel riquadro di ricerca:
Cliccano su Cerca compare un elenco simile a questo (ovviamente se specifichiamo l'identificativo compare una sola fattura, dato che l'identificativo è univoco):
in cui, per ogni fattura inviata, vengono visualizzati:
- il numero, che compare solo se la fattura è stata elaborata, altrimenti compare il messaggio "[Numero fattura non disponibile]"
- la nostra partita IVA e quella del cliente
- la data in cui la fattura è stata trasmessa
- l'identificativo SdI
- lo stato del recapito
- il pulsante per accedere ad ulteriori dettagli
Se la fattura risulta "Consegnata", sappiamo che si trova nella casella del destinatario; se c'è una "Mancata consegna", la fattura è comunque regolarmente emessa ma il cliente ha impostato la ricezione manuale, per cui deve ancora scaricarla, oppure è un soggetto senza partita IVA nazionale, per cui sappiamo che dobbiamo inviare anche la copia di cortesia; se è "Da elaborare" significa che lo SdI la sta gestendo; se compare "Notifica di scarto", significa che abbiamo sbagliato qualcosa. Nei momenti di intenso traffico di fatture, come avviene nei primi giorni del mese, è del tutto normale che una fattura risulti "Da elaborare" per alcuni giorni e che fatture trasmesse successivamente vengano consegnate prima di altre fatture inviate prima.
Salvo il caso delle fatture da elaborare, cliccando sul pulsante azzurro con la lente, accediamo alla pagina delle notifiche, dove è particolarmente importate l'ultima, poiché rappresenta la conclusione del processo:
Cliccando su "Visualizza" possiamo leggere la notifica che, nel caso di fattura consegnata, sarà qualcosa del tipo:







