venerdì 21 settembre 2018

Esterometro

Il passaggio alla fattura elettronica rischia essere tutt'altro che una semplificazione per i soggetti che operano con l'estero.

Dal momento che le operazioni transfrontaliere ed alcune operazioni interne (es. quelle con soggetti esteri identificati direttamente in Italia) sono escluse dalla fatturazione elettronica, la bozza della norma prevede l'introduzione di una comunicazione mensile (!) relativa a tali operazioni, con invio dei dati di controparte, data e numero documento, conteggi IVA. In pratica si tratta in tutto e per tutto di una e-fattura, solamente priva di descrizioni e importi parziali (es. invece di inviare "5 kg di mele a 1,00 €/kg = 5,00 €" si invia solamente "5,00 €").

La comunicazione ha per oggetto sia le operazione attive che quelle passive, ossia fatture emesse e fatture ricevute; unica esclusione sono le operazioni per le quali viene presentata una dichiarazione doganale (es. import ed export extra-UE con visto uscire o sdoganamento). Al momento non sono previste esclusioni per le operazioni da comunicare tramite gli elenchi Intrastat per cui le operazioni con controparti UE sono soggette a doppia comunicazione.

mercoledì 19 settembre 2018

XML

Ma cos'è esattamente una fattura elettronica? Quali sono le differenze con una fattura tradizionale?

Chiedendo da subito scusa agli informatici, una fattura elettronica non è nient'altro che un file di testo che contiene tutti i dati che normalmente sono presenti sul foglio di carta (o sul pdf) che costituisce la fattura "tradizionale". La fattura elettronica rappresenta quindi il contenuto della fattura, privo della sua forma grafica. E' un po' come le pagine web quando vengono visualizzate senza il foglio di stile che ne genera l'aspetto. Giusto per dare un'idea, la home page dello studio, senza foglio di stile è ha questo aspetto:


con il foglio di stile, la vedete su http://www.studiosclavi.com impaginata su due colonne e con titolo e menu che si ridimensionano in base alla larghezza della finestra del browser.

Il file di testo che contiene i dati della fattura elettronica è strutturato secondo un particolare tipo di linguaggio denominato XML, che permette la descrizione di documenti strutturati ed è utilizzato ad esempio dalle banche per scambiarsi i dati dei bonifici oppure dalle società per depositare i bilanci in Camera di commercio (in quest'ultimo caso, nella variante XBRL).

L'aspetto di una fattura elettronica (o, meglio, di una parte di essa) è questo:

<FatturaElettronicaBody>
<DatiGenerali>
<DatiGeneraliDocumento>
<TipoDocumento>TD01</TipoDocumento>
<Divisa>EUR</Divisa>
<Data>2018-09-18</Data>
<Numero>123</Numero>
<Causale>Prestazioni rese nel mese di settembre 2018</Causale>
</DatiGeneraliDocumento>
<DatiOrdineAcquisto>
<RiferimentoNumeroLinea>1</RiferimentoNumeroLinea>
<IdDocumento>66685</IdDocumento>
</DatiOrdineAcquisto>
<DatiContratto>
<RiferimentoNumeroLinea>1</RiferimentoNumeroLinea>
<IdDocumento>123</IdDocumento>
<Data>2018-09-01</Data>
</DatiContratto>
</DatiGenerali>


dove ogni elemento del documento XML, detto tag, contiene i dati di un elemento della fattura. Per leggibilità da parte di noi umani, i tag sono stati colorati in rosso mentre gli elementi della fattura sono in colore nero. Anche la divisione in righe serve solo a noi umani; i computer non ne necessitano.

I dati riportati nell'esempio si riferiscono ad una fattura (tipo documento = TD01; una nota credito sarebbe TD04) emessa in euro in data 18 settembre 2018 con numero 123. In testata è riportata la causale, cioè una descrizione generica relativa a tutte le righe di dettaglio presenti in fattura, i riferimenti all'ordine (un solo ordine, numero 66685) ed al contratto (un solo contratto numero 123 del 1° settembre 2018).

Solo alcuni degli elementi della fattura elettronica sono obbligatori mentre altri sono facoltativi. Se, ad esempio, la fattura non dovesse fare riferimento ad un contratto, il blocco di righe compreso tra <DatiContratto> e </DatiContratto> semplicemente non ci sarebbe.

Ovviamente pensare di scrivere con Word una fattura elettronica è una follia, tuttavia esistono siti web e software che permettono di generare un file XML "a regola d'arte" compilando i dati a computer o in una pagina web. Anche il sito dell'Agenzia delle entrate fornisce, previa richiesta di abilitazione da presentare ad un Ufficio territoriale, un servizio per generare in modo gratuito i file XML:



Ovviamente, arrivati a questo punto, quando a fine mese o a fine trimestre si mandano i documenti al commercialista, non serviranno più buste o scansioni, ma sarà sufficiente trasmettere per email gli XML dei documenti.

Da ultimo, una piccola curiosità: per vedere il contenuto di una fattura elettronica in formato XML, lo strumento migliore è Firefox: è gratuito e applica anche automaticamente la formattazione con i rientri che vedete nell'esempio sopra riportato.


martedì 18 settembre 2018

Fatturazione elettronica: soggetti obbligati ed esclusi

Il 1° gennaio 2019 dovrebbe entrare in vigore l'obbligo di fatturazione elettronica tra privati. Il condizionale è d'obbligo in quanto a poco più di 100 giorni dalla scadenza i lavori in corso sono ancora tanti e abbiamo appena visto slittare l'obbligo di fatturazione elettronica per i carburanti dal 1° luglio di quest'anno al 1° gennaio dell'anno prossimo.

Il sistema di fatturazione elettronica, a regime, dovrà gestire circa 158 milioni di fatture al mese a fronte di una situazione attuale nella quale le fatture elettroniche tra privati (carburanti e filiera degli appalti pubblici) si aggirano sulle 50 mila al mese.

Appare pertanto prematuro consigliare una modalità operativa piuttosto che un'altra o un provider specifico, visto che l'Agenzia delle Entrate ha annunciato il restyling del sito "Fatture e corrispettivi" per l'invio e la ricezione delle fatture elettroniche in modo totalmente gratuito e che il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili ha in corso di pubblicazione un bando di gara per la realizzazione di un servizio di fatturazione elettronica per i clienti degli studi professionali.

Ciò che al momento è chiaro sono i soggetti obbligati ad emettere e/o ricevere fattura elettronica e gli esclusi.

Dal punto di vista del soggetto che emette fattura, possiamo avere:

  1. titolare di partita IVA (comprese società ed enti) in regime ordinario
  2. titolare di partita IVA nel "regime dei minimi" (inizio attività negli anni 2012-2014)
  3. titolare di partita IVA nel regime forfetario
  4. non titolare di partita IVA (es. collaborazioni occasionali)
I soggetti di cui ai numeri 2, 3 e 4 sono esclusi dall'obbligo di emissione della fattura elettronica; i soggetti di cui ai numeri 2 e 3 possono però, se desiderano gestire la fatturazione e la conservazione dei documenti in digitale, emettere fattura elettronica. I soggetti di cui al numero 4 sono sempre esclusi.

I soggetti di cui al numero 1 possono, a loro volta, emettere fattura nei confronti di:
  1. privati (consumatori o famiglie)
  2. soggetto titolare di partita IVA nazionale, sia in regime ordinario che minimo o forfetario
  3. soggetto estero (impresa o persona fisica)
Nel terzo caso è esclusa la fatturazione elettronica, per ovvia impossibilità di obbligare soggetti stranieri alla ricezione; negli altri due casi vi è sempre l'obbligo di emettere fattura elettronica, con la possibilità per i soggetti privati di chiedere copia cartacea dell'originale elettronico (es. parcella del medico).

lunedì 23 aprile 2018

CU 2018 a misura di minimi e forfetari

Le istruzioni di quest'anno per la Certificazione Unica (CU 2018) non riservano alcuna novità per le somme corrisposte ai lavoratori autonomi che applicano il regime dei minimi o il regime forfetario, se non il numero di pagina ove è descritto l'adempimento che, quest'anno è a pagina 67. Come di consueto la certificazione deve essere rilasciata anche a tali soggetti per "l'intero importo corrisposto", "ancorché non assoggettato a ritenuta d'acconto".


mercoledì 21 giugno 2017

Il Jobs act degli autonomi

Finalmente è legge il Jobs act degli autonomi. Vediamo, punto per punto, i "più" e i "meno" delle nuove norme, con l'avvertenza che questo è il post di un blog e non una relazione da presentare ad un convegno, per cui sono riflesse le opinioni personali dell'autore.

Novità fiscali



Pagamenti: dopo 30 giorni dal mancato pagamento della fattura, scattano gli : di mora.

Più: è sufficiente l'invio della fattura, della parcella o della proforma per produrre dopo 30 giorni il decorso automatico degli interessi di mora.

Meno: se il cliente non paga la fattura, figuriamoci se paga gli interessi di mora. E se paga in ritardo, il costo del recupero degli interessi (per non parlare dei tempi) può essere superiore alla cifra degli interessi stessi.


Contratti: l'incarico professionale non è più lasciato alla libertà delle parti, ma inizia ad esserci una, seppur limitata, disciplina.

Più: vengono introdotti il divieto di modifica unilaterale del contratto, il divieto di recesso senza preavviso per le prestazioni continuative, il divieto di termini di pagamento superiori a 60 giorni e la forma scritta su richiesta del professionista.

Meno: visti i tempi della giustizia civile italiana, se il committente non rispetta i termini di pagamento, al lavoratore autonomo non resta molto da fare, se non attendere.


Invenzioni: i diritti di utilizzazione economica delle invenzioni spettano al lavoratore autonomo.

Più: viene limitato l'abuso di posizione dominante da parte dei committenti.

Meno: situazione che coinvolge un numero limitato di professionisti.


Spese di vitto e alloggio: le spese di vitto e alloggio, documentate analiticamente e riaddebitate al committente non concorrono al limite di deducibilità del 2%, bensì sono interamente deducibili.

Più: finalmente viene chiarita una questione dubbia.

Meno: il divieto di doppia imposizione presente nel nostro ordinamento tributario, anche prima del Jobs act, permetteva di dedurre la spesa rimborsata in caso di tassazione del rimborso.


Spese di formazione: Deduzione al 100% delle spese di formazione, con tetto di 10.000 euro / anno.

Più: dato sempre più professioni prescrivono la formazione continua, finalmente è possibile dedurre per intero quanto si deve spendere.

Meno: non me ne vengono in mente.


Rapporti con la pubblica amministrazione



Placement: gli sportelli lavoro presso i centri dell'impiego tratteranno anche il lavoro autonomo.

Più: non me ne vengono in mente.

Meno: gli sportelli lavoro, che hanno sostituito gli uffici di collocamento, già non funzionano per i dipendenti.


Bandi pubblici: le pubbliche amministrazioni promuovono la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici

Più: ???

Meno: ???


Reti e consorzi: possibilità di costituire reti, consorzi e associazioni temporanee per partecipare a bandi e appalti

Più: i lavoratori autonomi, riuniti in reti o ATS, potranno partecipare direttamente agli appalti pubblici.



Welfare



NB: questa sezione riguarda unicamente gli iscritti alla gestione separata INPS; non si applica ai professionisti iscritti alle casse di previdenza professionali.


Maternità e malattia: riduzione dei requisiti per l'indennità di maternità e modifica dei requisiti per quella di malattia.

Meno: intanto viene previsto un aumento dei contributi INPS fino allo 0,5%; per le modifiche ai requisiti occorre attendere un decreto del governo.


Ammortizzatori sociali: viene resa permanente l'indennità Dis-coll.

Più: se si hanno almeno 3 mesi di contributi tra il 1° gennaio e la fine del contratto, si ha diritto all'indennità.

Meno: riguarda solo i CoCoCo e i CoCoPro, che però è una forma contrattuale soppressa dal Jobs act del 2015. Come scritto sul sito INPS, non spetta (il grassetto è presente nell'originale!) a titolari di partita IVA, assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borse di studio.


Congedi parentali: passa da 3 a 6 mesi entro i 3 anni del bambino.

Più: non è richiesto il requisito contributivo se il congedo è fruito nel primo anno di vita del bimbo.

Meno: situazione difficilmente applicabile alle partite IVA.


Malattia: diritto ai periodi di malattia in caso di gravi patologie.

Più: raddoppio dell'indennità spettante.


Maternità: cancellato l'obbligo di astensione dal lavoro.

Più: finalmente!


Gravidanza, malattia e infortunio: diritto a conservare il rapporto di lavoro per 150 giorni, con sospensione di attività e senza compenso. La lavoratrice madre, con il consenso del committente, può farsi sostituire da altri lavoratori autonomi di propria fiducia.

Meno: il committente può interrompere il rapporto per il venir meno dell'interesse o negare il consenso alla sostituzione per maternità.


martedì 27 settembre 2016

Finalmente!

Finalmente qualcosa di cui essere orgogliosi come contribuenti italiani: le nostre tasse finanziano uno dei migliori servizi sanitari nazionali al mondo, un servizio "che si occupa proprio di tutti, indipendentemente dal ceto sociale e dalle possibilità economiche". Parole del prof. Giuseppe Remuzzi sul Corriere di oggi. http://www.corriere.it/salute/16_settembre_27/salute-mondo-classifica-l-italia-ventesima-male-qualita-dell-aria-bimbi-sovrappeso-5072f396-8437-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml

venerdì 11 marzo 2016

Minimi e Certificazione Unica

Confermato anche per quest'anno l'orientamento del fisco già chiaramente espresso nel 2015: la Certificazione Unica (modello CU 2016) non è solo la certificazione delle ritenute operate, ma è la certificazione dei compensi, anche quanto non vi sono ritenute.

Infatti nelle istruzioni pubblicate dall'Agenzia delle Entrate compaiono puntualmente le indicazioni (pur se slittate da pag. 35 a pag. 56 delle istruzioni, vista la quantità di dati che trovano posto nella CU di quest'anno) relative alle modalità con cui deve essere compilata la certificazione quando il percettore è un "minimo" o un "forfetario":



Domanda: se le istruzioni spiegano dettagliatamente come si compila la certificazione per "minimi" e "forfetari", non ci sarà forse l'obbligo di rilasciare la CU 2016 anche a tali soggetti?