martedì 9 luglio 2019

Conservazione fatture elettroniche AdE

In relazione ai problemi di privacy sorti a seguito della possibilità che avrebbe avuto l'Agenzia delle Entrate di conservare TUTTE le fatture elettroniche, incluse le descrizioni di beni e servizi ed i relativi prezzi e sconti, tale servizio non viene più svolto automaticamente ma solo a seguito di delega specifica da parte del soggetto intestatario della fattura (sia come emittente che come destinatario).

Siccome la conservazione delle fatture elettroniche deve avvenire in forma elettronica, è fondamentale che, se si utilizza il servizio gratuito di fatturazione elettronica dell'Agenzia delle Entrate, si proceda anche all'attivazione (parimenti gratuita) del sevizio di conservazione.

Ai fini privacy è importante ricordare che la fattura viene conservata per intero dall'Agenzia delle Entrate qualora anche una sola delle parti dell'operazione abbia delegato il servizio di conservazione. In altre parole, se io aderisco all'accordo di servizio, tutte le mie fatture emesse e ricevute sono conservate per intero, indipendentemente da ciò che scelgono i miei clienti e i miei fornitori. Se i miei clienti e i miei fornitori non sottoscrivono l'accordo di servizio, il download dei dati è però possibile solo da parte mia ed eventualmente dell'intermediario da me delegato (il mio commercialista).

L'Agenzia non conserva nulla solo se sia l'emittente che il destinatario della fattura scelgono di non avvalersi del servizio: in tal caso, una volta eseguito il recapito, l'Agenzia cancella tutti i dati "non fiscali" (es. descrizioni, prezzi, IBAN, condizioni di pagamento, numeri d'ordine) e conserva solo quelli fiscalmente rilevanti (parti dell'operazione, numero e data fattura, imponibile, IVA)

Per aderire a tale servizio è necessario accedere alla sezione "Consultazione" / "Fatture elettroniche e altri dati IVA" del portale della fatturazione elettronica



quindi cliccare sul link "Vai all'adesione" posto sotto il titolo


cliccare sul pulsante "Aderisci"


scorrere l'accordo di servizio (sono le stesse indicazioni riassunte all'inizio di questo post, ma scritte in burocratese)



spuntare la casella "Ho letto" e cliccare sul pulsante "Aderisco"


Compare un avviso relativo a "tutte le partite IVA", da confermare (se un soggetto è titolare di più di una partita IVA non può effettuare un'adesione selettiva)



Se tutto è andato a buon fine, un messaggio su sfondo verde conferma che la richiesta è in elaborazione


Nella Home consultazione compare quindi un avviso che conferma la presentazione e l'elaborazione dell'adesione


Il link "Vai all'adesione" porta ad una pagina dove compare il numero di protocollo della richiesta e lo stato. E' normale che la richiesta resti "In elaborazione" per alcuni giorni.


venerdì 12 aprile 2019

Versamento bollo virtuale su fatture elettroniche

Come avevamo anticipato in questo post di gennaio, dal 10 aprile è online il servizio per il calcolo e il pagamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche. In realtà non si tratta di un ritardo dell'Agenzia delle Entrate: siccome per inviare una fattura elettronica ci sono 10 giorni di tempo dall'effettuazione dell'operazione era inevitabile che prima del 10 aprile non si potessero fare i conteggi di ciò che si deve versare per il periodo 1° gennaio - 31 marzo.

Per l'adempimento, che dal 2019 diventa trimestrale invece che annuale, sono stati istituiti 4 nuovi codici tributo, oltre a quelli relativi a sanzioni e interessi per chi deve regolarizzare un pagamento tardivo. I vecchi codici rimangono validi per eseguire i pagamenti relativi all'anno 2018.

Il servizio è disponibile sul portale della fatturazione elettronica. Una volta inseriti codice fiscale, password e PIN, occorre accedere alla funzione "Fatture elettroniche e altri dati IVA" della sezione "Consultazione":


e quindi al "Pagamento imposta di bollo":


Il portale presenta una pagina con il riepilogo del numero di fatture soggette a bollo emesse nel trimestre:


Cliccando sul riquadro azzurro nella colonna "Calcolo pagamento bollo" all'estrema destra, si accede alla pagina di riepilogo dei conteggi e di scelta della modalità di pagamento:


La prima opzione è quella di scaricare il modello F24 già compilato con codice tributo e periodo di riferimento corretti e lo si fa cliccando il pulsante "Stampa F24" in fondo alla schermata:


La seconda opzione è quella di richiedere l'addebito in conto dell'importo direttamente alla data di scadenza, senza spese aggiuntive e senza doversi preoccupare neppure del codice tributo. Per fare questo è sufficiente indicare l'IBAN di addebito e confermare che il codice fiscale del soggetto cui si riferisce il versamento (cioè di chi ha emesso le fatture da assoggettare a bollo) corrisponda a quello di uno degli intestatari del conto, marcando la casella di conferma:



Il conto può anche essere intestato a più persone, l'importante è che il soggetto che deve versare l'imposta di bollo figuri tra gli intestatari del conto e NON tra i delegati. Non è mai possibile l'addebito su un conto corrente intestato ad un terzo.

Una volta confermata l'operazione, il portale comunica l'id del pagamento:


e si torna alla pagina iniziale, da dove è ora possibile scaricare la ricevuta della prenotazione e, dopo l'addebito, sarà disponibile la quietanza:




Importante: come l'Agenzia delle Entrate esegue il calcolo


Dagli importi presenti sul portale risulta che il calcolo viene eseguito totalizzando ciò che è stato riportato nel tag dei "Dati generali documento"

   <DatiBollo>
       <BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale>
       <ImportoBollo>2.00</ImportoBollo>
   </DatiBollo>

della fattura elettronica, senza considerare gli importi fatturati senza applicazione dell'IVA, come invece sarebbe corretto.

Se il soggetto che ha emesso la fattura elettronica ha omesso la compilazione il tag por avendo fatturato senza IVA, l'unica soluzione per eseguire il pagamento per l'importo corretto è quella di scaricare dal portale il modello F24 e pagarlo tramite remote banking, indicando la cifra corretta del bollo da versare.



domenica 27 gennaio 2019

Assoinvoice

Dobbiamo ammetterlo, anche se lo standard XML per le fatture elettroniche è perfettamente leggibile da parte dei computer, per noi umani qualche difficoltà c'è quando ci troviamo di fronte a qualcosa come

<FatturaElettronicaBody>
<DatiGenerali>
<DatiGeneraliDocumento>
<TipoDocumento>TD01</TipoDocumento>
<Divisa>EUR</Divisa>
<Data>2019-01-14</Data>
<Numero>A/2019.00001</Numero>
<DatiRitenuta>


Per fortuna c'è una soluzione semplice e gratuita messa a disposizione da Assosoftware, l'associazione nazionale dei produttori di software gestionale e fiscali: si chiama Assoinvoice ed è una semplice applicazione, disponibile per Windows, Mac e Linux, scaricabile da questo link.

La prima volta che si lancia l'applicazione si viene guidati in un breve tutorial; sulla pagina di download è inoltre disponibile anche un video che spiega più in dettaglio come usare il programma.

In sintesi: ecco uno strumento semplice e gratuito che permette di visualizzare le fatture elettroniche, evitando le complicazioni dei vari servizi online, e di conservare per la propria consultazione in un unico archivio tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute. Ricordate solo che tenere tutte le fatture in una cartella del proprio computer non è una forma di conservazione valida ai fini fiscali e che NON è un'alternativa alla conservazione sostitutiva.

venerdì 25 gennaio 2019

Ricevere fatture elettroniche senza PEC e senza codice destinatario

Vista la notevole confusione che regna ancora tra quanti devono emettere fattura elettronica, abbiamo provato a verificare sul campo se è possibile farsi emettere fatture senza comunicare al fornitore né il codice destinatario né l'indirizzo PEC, ma solo il numero di partita IVA e i consueti dati che si sono sempre forniti quando si richiede la fattura. E la fattura è regolarmente arrivata!

Valga, sulla questione, un'analogia con la raccomandata postale. Per ricevere la raccomandata a casa è necessario essere in casa quando arriva il postino; in caso contrario, occorre andare all'ufficio postale e ritirare la raccomandata. E la stessa cosa avviene con la fattura elettronica: per ricevere la fattura elettronica nella propria casella PEC o sul proprio server occorre comunicare al fornitore o registrare all'Agenzia delle Entrate rispettivamente l'indirizzo PEC o il codice destinatario; altrimenti occorre andare sul portale della fatturazione elettronica e scaricare da lì la fattura.

Nella "Home consultazione", oltre a:

  • Le tue fatture emesse
  • Le tue fatture ricevute

esiste la terza voce

  • Le tue FE passive messe a disposizione

dove "FE" significa "fatture elettroniche" (ma il testo completo non ci stava nel riquadro...)



Ed è proprio quest'ultima la voce che ci interessa. Cliccando sul link compare una pagina dove sono visualizzati i documenti ricevuti negli ultimi giorni e il solito menu per la ricerca su un intervallo temporale, per partita IVA del fornitore ecc.



Il simbolo del triangolo arancione indica che la fattura è ferma sul portale e che non vi è stata la possibilità di recapitarcela. Per "ritirarla" non dobbiamo far altro che cliccare sul quadratino blu all'estrema destra.

Nella pagina che si apre vediamo i dati riassuntivi della fattura


e l'avvertenza, sulla destra, che 




con l'indicazione degli aspetti fiscali connessi, per cui non dobbiamo far altro che visualizzare la fattura (pulsante bianco) per sapere che



(la stessa cosa avviene scaricando l'xml tramite il pulsante blu)

E a questo punto la fattura risulta ricevuta:


Ovviamente la fattura può essere visionata nuovamente e scaricata quante volte si vuole (notare che l'avvertenza sopra i pulsanti adesso è cambiata) e compare nella sezione "Le tue fatture ricevute":



giovedì 10 gennaio 2019

Bollo virtuale sulle fatture elettroniche

Fino al 2018 il bollo virtuale sulle fatture elettroniche doveva essere versato entro 120 giorni dalla fine dell’anno (30 aprile oppure, negli anni bisestili, 29 aprile). Da quest’anno il pagamento diventa trimestrale, con versamento entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre solare (es. 20 aprile per il trimestre gennaio-marzo). Ma sono in arrivo due facilitazioni:
  1. per evitare errori, il conteggio sarà fatto dall’Agenzia delle Entrate e reso disponibile nel cassetto fiscale;
  2. per evitare dimenticanze, si può comunicare l’IBAN su cui avere l’addebito alla scadenza.

Chi applica la flat tax ed emette fatture cartacee continua invece ad applicare la marca da bollo sul documento.

lunedì 7 gennaio 2019

Sarà, ma a me la fattura elettronica piace…

A tre giorni dall’introduzione della fattura elettronica, dopo averne emesse 25 e ricevute 6, personalmente ritengo positivo il primo approccio con la fattura elettronica. Ammetto che con i computer me la cavo discretamente; anche se non sono un “nativo digitale”, a giugno di quest’anno sono 35 anni da quando ho ricevuto in regalo per una promozione al liceo il mio primo computer. Però, una volta capito come funziona la fattura elettronica, non è tanto più difficile emettere o ricevere una fattura rispetto a fare un bonifico con l’home banking o scaricarsi un film con BitTorrent.

Gli acquisti lavorativi sono tutti belli lì in un solo posto, il portale della fattura elettronica, senza dover scaricare la bolletta della luce dal sito di A2A, quella del telefono dal sito di Fastweb e cercare le mail con cui sono arrivate le fatture di Infocamere, perché prima certe fatture le si scoprivano solo al momento in cui si trovava l’addebito sul conto corrente dello studio (capita che per sei mesi non ci sia bisogno di fare visure catastali, poi in un mese ne servono tre e bisogna dare la caccia alle tre fatture relative a _quei tre_ addebiti)

Anche emettere le fatture non è così difficile, invece di fare il pdf della fattura, scrivere la mail e allegarlo, basta cliccare su “Invia” invece che su “Salva come pdf”; il log del SdI informa che la fattura è corretta, ha superato i controlli formali ed è stata recapitata o messa a disposizione del destinatario, senza più dubbi se è arrivata la mail o meno. Per essere un sistema perfetto manca solo la funzione che ricorda al destinatario di pagare la fattura nei termini contrattuali…

lunedì 31 dicembre 2018

Codice destinatario Q&A

Dopo questo post, ritorniamo sull'argomento, avendo riscontrato che vi sono ancora dubbi sulla questione.


Emissione delle fatture elettroniche


Il codice destinatario non serve per emettere le fatture elettroniche. Rappresenta una delle forme possibili per la ricezione.


Codice destinatario e codice univoco


Il codice univoco è il codice che designa i centri di fatturazione nel caso delle fatture elettroniche emesse alla Pubblica Amministrazione (es. i singoli dipartimenti universitari o le singole Stazioni dei Carabinieri). Il codice destinatario della fattura elettronica fra imprese è l'indirizzo del server di ricezione delle fatture e può essere lo stesso per tutte le partite IVA che si appoggiano su quel server.


Chi mi fornisce il codice destinatario?


Il provider dei servizi di fatturazione elettronica, in quanto è solo lui a sapere a quale indirizzo è collegato il server che vi viene messo a disposizione.


Posso ricevere fatture senza codice destinatario?


La ricezione delle fatture elettroniche avviene sempre e comunque sul portale della fatturazione elettronica. Oltre al recapito sul portale, per evitare di dover accedervi ogni volta che è necessario sapere se sono arrivate fatture elettroniche, è possibile (ma non obbligatorio) indicare di default l'inoltro della fattura anche su un indirizzo PEC o su un server esterno collegato al SdI.


Vantaggi e svantaggi del codice destinatario


Il codice destinatario è molto utile per le aziende che integrano nel proprio software gestionale la ricezione automatica e la registrazione delle fatture elettroniche. Ciò permette loro di inserire in contabilità le fatture fornitori senza intervento umano, evitando anche la necessità di scaricare e aprire gli allegati della PEC. L'unico svantaggio è che il servizio di attribuzione del codice destinatario ha un costo per cui, se non si ha la necessità di importazione automatica nel gestionale delle fatture ricevute, non occorre avere un codice destinatario.


Posso emettere fattura ad un soggetto che non mi ha fornito né codice destinatario né PEC?


Sì, in questo caso basta valorizzare il campo "codice destinatario" della fattura elettronica con "0000000" (7 volte zero - campo obbligatorio) e lasciare vuoto il campo PEC (campo facoltativo). Se il cliente ha registrato il proprio modo di ricezione di default, riceverà la vostra fattura nel modo prescelto, altrimenti la trova comunque sul portale della fatturazione elettronica.