venerdì 30 novembre 2018

Primo contatto con il servizio di fatturazione elettronica AdE

Meno di 4 minuti tra l’inizio della compilazione della fattura e l’invio, compreso il tempo per fare gli screenshot per i prossimi post e per ripetere alcune fasi in modo da trovare il modo migliore di fare i vari passaggi. Costo del servizio: zero euro. La prima impressione è decisamente positiva.

giovedì 29 novembre 2018

Registro IVA acquisti

Le Entrate chiariscono che, anche se viene tenuto un unico registro acquisti in cui sono riportate sia fatture elettroniche che tradizionali, non sorge l’obbligo di conservare elettronicamente anche le fatture tradizionali.

lunedì 26 novembre 2018

Medici e farmacisti

Nella seduta della Commissione Finanze del Senato conclusasi alle 22.40 di oggi è stato approvato l’emendamento che esclude dalla fatturazione elettronica medici, farmacisti, strutture sanitarie e altri operatori tenuti al l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6344805.pdf).

giovedì 22 novembre 2018

Operazioni con IVA zero

Per le operazioni con IVA pari a zero è obbligatoria la compilazione del campo <Natura> con i valori N1, N2, ecc. specificando nel riferimento normativo la norma di legge relativa. Anche se quest’ultimo campo non è considerato bloccante dal SdI, è opportuna la sua compilazione, dato che in dichiarazione IVA vanno suddivise (es. operazioni non imponibili per dichiarazione di intento, esportazioni, servizi connessi agli scambi internazionali, che sono tutte “N3”).

mercoledì 21 novembre 2018

Spese mediche

Per le spese mediche dei figli è opportuno che la fattura elettronica sia intestata al genitore che la paga, in modo da rendere più semplice la detrazione per “spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari a carico”. 
In questo modo, in caso di controllo, si evita di dover dimostrare / autocertificare quale genitore ha sostenuto la spesa; l’importante è ricordarsi di far riportare dal medico, nel campo <Descrizione> della fattura, nome e cognome del beneficiario della presentazione sanitaria. 

sabato 17 novembre 2018

Le osservazioni del Garante Privacy

In relazione al post precedente, vediamo più in dettaglio i gravi rilievi che il Garante Privacy muove nei confronti dell'Agenzia delle Entrate nel documento web n. 9059949 e che appaiono pienamente condivisibili.


Mancata consultazione del Garante


Il rilievo preliminare riguarda il fatto che l'Agenzia delle Entrate ha definito tutte le regole di funzionamento del sistema di fatturazione elettronica senza consultare il Garante, giungendo alla creazione di "un trattamento sistematico di dati personali su larga scala, anche di categorie particolari di dati, potenzialmente relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana", cosa per la quale il Regolamento privacy impone invece la valutazione preliminare di impatto.


Dati personali presenti nelle fatture elettroniche


Il secondo rilievo attiene al fatto che l'Agenzia delle Entrate, oltre a recapitare la fattura tramite SdI, ne conserva copia completa in formato XML. I dato conservati, oltretutto in un formato standard e ben documentato, permettono quindi un trattamento generalizzato ed automatizzato di informazioni relative a:

  • abitudini di acquisto (la fattura deve riportare "natura, qualità e quantità" dei beni o servizi)
  • tipologie dei consumi ed eventuale morosità (fatture delle utenze con indicazione di profili tariffari, fasce orarie, regolare pagamento delle bollette precedenti)
  • appartenenza a determinate categorie di utenze (tariffe agevolate)
  • condizioni commerciali (prezzi unitari, sconti, premi per traguardi di acquisto)
  • dati sanitari o giudiziari (fatture emesse da medici e avvocati)
Secondo il parere, pienamente condivisibile, del Garante, "un trattamento obbligatorio, generalizzato e di dettaglio di dati personali, anche ulteriori rispetto a quelli necessari a fini fiscali, relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana della totalità della popolazione, non appare proporzionato all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito".

Il Garante rileva altresì che per tale trattamento occorrono sia un'informativa dettagliata alle persone, sia l'adozione di idonee misure di protezione dei dati.


Messa a disposizione delle fatture sul portale dell’Agenzia


L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione di default sul proprio sito le fatture emesse ai privati, senza possibilità per questi di opporvisi. I privati infatti possono rinunciare ad avere la copia cartacea della fattura dall'operatore economico ma non possono, al contrario, rinunciare al "servizio" dell'Agenzia delle Entrate. Secondo il Garante, tale scelta introduce un difetto di progettazione del sistema di fatturazione elettronica, rendendo irrinunciabile il trattamento da parte dell'Agenzia delle Entrate di dati non obbligatori ai fini fiscali e relativi alla totalità dei cittadini.


Ruolo degli intermediari


Presso gli intermediari che forniscono servizi di fatturazione elettronica e conservazione dei documenti si concentra una grandissima quantità di dati personali, giungendo ad una situazione diametralmente opposta rispetto alla normale gestione delle attività economiche, ove i dati sulla propria clientela e sui prezzi praticati sono un segreto ben custodito dalle imprese.

Tale massa di dati conservata in chiaro e concentrata presso un numero ridotto e ben noto di intermediari, oltre a rappresentare uno stimolo agli attacchi hacker, si presta a possibili trattamenti illeciti da parte degli intermediari stessi.


Sistema informatico


Le ultime criticità evidenziate dal Garante riguardano il protocollo FTP utilizzato per la trasmissione dei dati (nato nel 1971 e pubblicamente considerato non sicuro), l'app mobile dell'Agenzia delle entrate e la limitazione di responsabilità nella conservazione dei dati, secondo cui “l’Agenzia non potrà essere ritenuta responsabile nei confronti del contribuente né nei confronti di altri soggetti, direttamente o indirettamente connessi o collegati con esso, per danni, diretti o indiretti, perdite di dati, violazione di diritti di terzi, ritardi, malfunzionamenti, interruzioni totali o parziali che si dovessero verificare in corso di esecuzione del servizio di conservazione”


Conclusioni


Per la prima volta il Garante ricorre al potere correttivo di avvertimento previsto dal regolamento europeo GDPR, affermando esplicitamente che la fatturazione elettronica va cambiata ed "avverte l’Agenzia delle entrate del fatto che i trattamenti di dati personali effettuati nell’ambito della fatturazione elettronica […] così come attualmente delineati, possono violare le disposizioni del Regolamento", ingiungendo "all’Agenzia delle entrate di far conoscere all’Autorità le iniziative assunte per rendere conformi i predetti trattamenti alle disposizioni sopra citate allorché gli obblighi di fatturazione elettronica divengano pienamente operativi".

Se non vengono risolti tutti i problemi di privacy evidenziati, dal 1° gennaio 2019 l'Agenzia delle Entrate effettuerà un trattamento illecito di dati personali. Sicuramente non un modo per migliorare il rapporto tra fisco e cittadini né per impostare le sempre nuove richiesti di dati che pervengono agli operatori economici nell'ambito della (perfettamente legittima ed opportuna, si badi) lotta all'evasione fiscale.

GDPR

Il Garante Privacy boccia la fattura elettronica. Il sistema, così com’è, costituisce “un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, anche ulteriori rispetto a quelli necessari a fini fiscali, relativi a ogni aspetto della vita quotidiana della totalità della popolazione” che “non appare proporzionato all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito”.

Fra i dati riportati sulle fatture elettroniche trasmesse e archiviate dal SdI vi sono infatti quelli relativi alle prassi commerciali (prezzi unitari e sconti), alle abitudini di consumo (quantità acquistate e frequenza di acquisto), ai dati dei prodotti (numeri di serie di apparecchiature indicati per la decorrenza della garanzia) e dei servizi (dati sanitari e giudiziari riportati sulle fatture di medici e avvocati).